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IMU – Acconto entro il 16 giugno e dichiarazione entro il 30 giugno 2026

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    lo Staff
  • 12 ore fa
  • Tempo di lettura: 3 min

Reggio Emilia, 25/05/2026

Circolare 37|2026

 

Come di consueto, anche quest’anno è dovuto l’acconto IMU. La scadenza di versamento è il 16 giugno 2026.

 

Nei casi in cui occorra presentare la dichiarazione IMU per il 2025, il termine di invio è fissato al 30 giugno 2026.

 

1.      Soggetti tenuti al versamento dell’IMU.

 

Sono tenuti al versamento dell’IMU, oltre al proprietario di un immobile, tutti coloro che siano titolari di un diritto di:

·         usufrutto (il nudo proprietario è sempre escluso dall’imposta);

·         uso;

·         abitazione;

·         enfiteusi;

·         superficie.

 

Nel caso in cui più soggetti siano proprietari o titolari di un diritto reale, ciascuno di essi è tenuto al pagamento dell’imposta in proporzione alla sua quota.

 

2.      Immobili per i quali è dovuta l’imposta.

 

In generale, la prima rata dell’IMU deve essere versata con riguardo a tutti gli immobili posseduti, tranne l’abitazione principale. Fanno eccezione a tale principio le abitazioni principali situate in immobili di particolare pregio.

 

Nella sostanza, quindi, l’IMU è dovuta sui seguenti immobili:

·         abitazioni principali classificate nelle categorie catastali A/1, A/8 e A/9 (ville, castelli e simili);

·        abitazioni diverse da quella principale, quindi ad esempio case di vacanza e case concesse in locazione;

·         fabbricati non abitativi, quali gli immobili di categoria catastale D;

·         terreni agricoli;

·         aree edificabili.

 

3.   Base imponibile.

 

Per i fabbricati iscritti in catasto, il valore su cui calcolare l’imposta è dato dall’ammontare della rendita risultante in catasto, rivalutata del 5% e moltiplicata per i seguenti coefficienti:

·        160 per i fabbricati classificati nel gruppo catastale A, cioè in generale per le abitazioni (con esclusione della categoria catastale A/10, uffici) e nelle categorie catastali C/2, C/6 e C/7;

·         140 per i fabbricati classificati nel gruppo catastale B e nelle categorie catastali C/3, C/4 e C/5;

·         80 per i fabbricati classificati nelle categorie catastali A/10 e D/5;

·        65, per i fabbricati classificati nel gruppo catastale D, cioè sui fabbricati produttivi, ad eccezione della categoria catastale D/5;

·         55 per i fabbricati classificati nella categoria catastale C/1.

 

Per le aree fabbricabili, il valore è costituito da quello venale in comune commercio al 1° gennaio dell’anno di riferimento, avendo riguardo alla zona territoriale di ubicazione, all’indice di edificabilità, alla destinazione d’uso consentita, agli oneri per eventuali lavori di adattamento del terreno necessari per la costruzione, ai prezzi medi rilevati sul mercato dalla vendita di aree aventi analoghe caratteristiche.

 

Per i terreni agricoli, la base imponibile è data dal reddito dominicale rivalutato del 25% e poi moltiplicato per 135.

 

4.   L’aliquota.

 

In generale, il versamento della prima rata 2026 deve essere effettuato sulla base delle aliquote deliberate del Comune in cui si trovano gli immobili nel 2025.

 

5.      Il calcolo.

 

L’IMU è calcolata per ciascun anno, in proporzione alla quota ed ai mesi di possesso. Ed il mese in cui il possesso si è avuto per più della metà dei giorni che lo compongono viene calcolato per intero.

 

Quindi, nel caso in cui, ad esempio, un immobile venga ceduto il 16 giugno 2026, l’acquirente deve pagare l’imposta per l’intero mese di giugno.

 

L’acconto è pari all’imposta dovuta per il primo semestre 2026 calcolata sulla base dell’aliquota dei dodici mesi del 2025.

 

6.      La scadenza.

 

Il pagamento dell’acconto 2026 deve essere effettuato entro il prossimo 16 giugno. Entro la stessa data, è ammesso anche effettuare il pagamento dell’imposta dovuta per tutto l’anno, sulla base delle aliquote 2026. L’IMU si paga tramite modello F24 o bollettino postale.

 

7.      Dichiarazione IMU.

 

In linea di principio, quest’anno occorre presentare la dichiarazione IMU se nel 2025 sono intervenute variazioni sull’assetto immobiliare che implicano una modifica sull’ammontare dell’IMU dovuta.

 

Fanno eccezione tutti i casi in cui i Comuni cui l’imposta è dovuta siano già in grado di conoscere autonomamente tali variazioni (ad esempio effettuando una ricognizione catastale), quindi sono ormai poche le ipotesi in cui è necessario presentare la dichiarazione.

 

Nei casi in cui sia ancora necessario presentarla, il termine di invio della dichiarazione è fissato nel 30 giugno 2026.

 

Per gli enti non commerciali tenuti alla presentazione della dichiarazione, il termine di presentazione è fissato nel 30 giugno di ogni anno.

 

A disposizione per ogni ulteriore approfondimento. Con i migliori saluti.

 

SCALABRINI CADOPPI & ASSOCIATI



 
 
 

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